Obesità sud italia poliuretani

Premessa Sebbene le politiche di prevenzione all’obesità abbiano ormai raggiunto le posizioni di vertice nell’agenda delle politiche sanitarie nazionali e internazionali, l’aspirazione ad un intervento pubblico basato sull’evidenza scientifica si scontra con un’informazione statistica lacunosa.Una differenza sostanziale se si considerano i dati effettivamente misurati (seppure solo su adulti tra i 35 e i 74 anni) nell’ambito del Progetto Cuore dell’Istituto superiore di sanità , secondo i quali la percentuale di italiani sovrappeso aumenta dell’8% rispetto alla misura riferita e i tassi di obesità nel periodo 1998-2002 erano del 18% per gli uomini e del 21% per le donne rispetto al 9% secondo le misure riferite.Dalla pubblicazione del citatissimo articolo di Lobstein e Frelut (2003) l’Italia si è scoperta come il paese europeo con il più alto tasso di obesità infantile.Lo stesso rapporto non può essere applicato ai bambini, per i quali la variabilità in peso e altezza nelle varie fasce di età è molto alta.Per questo, i valori soglia sono definiti a livello internazionale secondo l’età e si riferiscono alla probabilità che un bambino con un dato Bmi diventi un adulto sovrappeso o obeso.Nel 2008 l’Istituto Superiore della Sanità ha svolto una vasta indagine sui bambini delle terze elementari , che ha coinvolto 45590 bambini in 2610 scuole di 18 regioni italiane (tutte meno Lombardia e Trentino Alto Adige), con un tasso di partecipazione al 97%.Nel complesso, l’indagine confermerebbe che oltre un terzo (36%) dei bambini in quella fascia d’età ha le premesse per diventare un adulto obeso o sovrappeso (limitandosi all’obesità, il valore sarebbe attorno al 12%).Ciò è dovuto sia alla relativa novità del problema, in particolare nell’Europa Mediterranea, che alle difficoltà e ai costi di indagini sistematiche mirate alla raccolta di dati su peso, altezza e abitudini nutrizionali.I dati regionali I dati Istat-multiscopo e Iss possono essere riportati a livello regionale per ottenere alcune indicazioni importanti.Sebbene tali statistiche risultino comunque inferiori alle stime attuali per gli adulti, l’Italia rimane tra i paesi con le più alte percentuali di bambini a rischio obesità.Si tratta di valori di peso e altezza “dichiarati” dal rispondente e non misurati.

Un adulto è classificato “normopeso” se il suo Bmi è compreso tra 18,5 e 25, “sovrappeso” tra 25 e 30, “obeso” oltre i 30.La tabella 1 mostra i dati su obesità e sovrappeso negli adulti italiani per regione nel 2001 e nel 2007, misure riportate, ma comunque indicative per valutare le dinamiche tra le due osservazioni, nonché i dati misurati sui bambini di terza elementare.L’obesità si misura negli adulti secondo i valori dell’indice di massa corporea (o , Bmi), ossia il rapporto tra il peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri.Ad esempio, secondo le stime adottate dall’, un Bmi sopra i 18 tra i 7 e i 9 anni indica un’alta probabilità di superare i 25 da adulto, mentre un Bmi sopra i 22 è un buon predittore di obesità in epoca adulta.Le difficoltà di misurazione sono ancora superiori per i bambini.